Infotainment
Prossimo incontro lunedì 16 aprile Infotainment
Infotainment: parola composta (formata da information ed entertainment 'intrattenimento') che fotografa la realtà di un confine incerto.
L'espandersi dell'infotainment risponde ad una dinamica in atto in tutte le società avanzate contemporanee, che molti riconducono all'espansione della TV commerciale.[...] Molti mass-mediologi considerano fisiologica l'evoluzione in questa direzione. Determinato da una dinamica economica irresistibile, l'infotainment è parte della cultura postmoderna, caratterizzata dal pastiche, da retorizzazione ed estetizzazione, relativismo ecc. In quanto ineludibile, questa modalità di comunicazione viene spesso accettata e addirittura presentata, implicitamente, come riedizione di quelle che le storie della letteratura chiamano "poetiche edonistico-pedagogiche", tipo Orazio o Torquato Tasso. Si insegna (o si informa) attraverso il divertimento. (Michele Loporcaro, Cattive Notizie, Feltrinelli. Milano: 2005, p. 21-22)
Ai danni provocati da questo tipo di informazione, che Loporcaro analizza nel suo libro, l'autore propone come soluzione un sistema educativo volto ad un maggiore sviluppo delle capacità critiche. Un anno prima negli Stati Uniti (e un anno dopo, nel 2006, nella traduzione italiana) George Lakoff pubblica invece un libro di successo che propone una ricetta apparentemente facile per aiutare la sinistra a battere la destra: giocare la loro stessa partita e creare frame (cornici) in cui gli elettori di sinistra possano riconoscersi, insomma in poche parole combattere i repubblicani con le loro stesse armi. Significative le frasi:
La cosa peggiore sono i miti dei democratici e dei progressisti. Sono miti che hanno una nobile origine, ma finiscono per danneggiarci. Derivano tutti dall'Illuminismo, e il primo è il seguente: la verità ci renderà liberi. Se raccontiamo alla gente i fatti, poiché le persone sono fondamentalmente razionali, arriveranno alle conclusioni giuste. Ma le scienze cognitive ci insegnano che la gente non ragiona così. Le persone ragionano per frame.[...] Per essere accettata, la verità deve rientrare nei frame mentali delle persone. Se non rientrano in un frame, i fatti rimbalzano via e il frame rimane. (George Lakoff, Non pensare all'elefante, Fusi Orari, 2006, p. 35)
Questi due approcci, entrambi scritti da linguisti che si dichiarano di sinistra e riflettono sui modi per sconfiggere la destra e il suo modo di fare informazione, sono tra loro compatibili oppure opposti? Quali conseguenze avrebbero sulla società le loro teorie, se applicate in modo efficace? E possono davvero funzionare?
link a due articoli che riassumono rispettivamente il libro di Loporcaro e quello di Lakoff:
http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=1002
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/politica/versoelez29/undicire/undicire.html#
A lunedì sera...
Cristina
Infotainment: parola composta (formata da information ed entertainment 'intrattenimento') che fotografa la realtà di un confine incerto.
L'espandersi dell'infotainment risponde ad una dinamica in atto in tutte le società avanzate contemporanee, che molti riconducono all'espansione della TV commerciale.[...] Molti mass-mediologi considerano fisiologica l'evoluzione in questa direzione. Determinato da una dinamica economica irresistibile, l'infotainment è parte della cultura postmoderna, caratterizzata dal pastiche, da retorizzazione ed estetizzazione, relativismo ecc. In quanto ineludibile, questa modalità di comunicazione viene spesso accettata e addirittura presentata, implicitamente, come riedizione di quelle che le storie della letteratura chiamano "poetiche edonistico-pedagogiche", tipo Orazio o Torquato Tasso. Si insegna (o si informa) attraverso il divertimento. (Michele Loporcaro, Cattive Notizie, Feltrinelli. Milano: 2005, p. 21-22)
Ai danni provocati da questo tipo di informazione, che Loporcaro analizza nel suo libro, l'autore propone come soluzione un sistema educativo volto ad un maggiore sviluppo delle capacità critiche. Un anno prima negli Stati Uniti (e un anno dopo, nel 2006, nella traduzione italiana) George Lakoff pubblica invece un libro di successo che propone una ricetta apparentemente facile per aiutare la sinistra a battere la destra: giocare la loro stessa partita e creare frame (cornici) in cui gli elettori di sinistra possano riconoscersi, insomma in poche parole combattere i repubblicani con le loro stesse armi. Significative le frasi:
La cosa peggiore sono i miti dei democratici e dei progressisti. Sono miti che hanno una nobile origine, ma finiscono per danneggiarci. Derivano tutti dall'Illuminismo, e il primo è il seguente: la verità ci renderà liberi. Se raccontiamo alla gente i fatti, poiché le persone sono fondamentalmente razionali, arriveranno alle conclusioni giuste. Ma le scienze cognitive ci insegnano che la gente non ragiona così. Le persone ragionano per frame.[...] Per essere accettata, la verità deve rientrare nei frame mentali delle persone. Se non rientrano in un frame, i fatti rimbalzano via e il frame rimane. (George Lakoff, Non pensare all'elefante, Fusi Orari, 2006, p. 35)
Questi due approcci, entrambi scritti da linguisti che si dichiarano di sinistra e riflettono sui modi per sconfiggere la destra e il suo modo di fare informazione, sono tra loro compatibili oppure opposti? Quali conseguenze avrebbero sulla società le loro teorie, se applicate in modo efficace? E possono davvero funzionare?
link a due articoli che riassumono rispettivamente il libro di Loporcaro e quello di Lakoff:
http://www.lombardia.megachip.info/vis_cont.php?id_art=1002
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/politica/versoelez29/undicire/undicire.html#
A lunedì sera...
Cristina

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