Caffè Filosofico
Tema del prossimo Caffè Filosofico di lunedì 19 febbraio 2007, Circolo Sud, via Principe Tommaso 18, Torino
Il modo in cui ci vengono insegnate le regole influenza non solo il nostro modo di vivere le regole in sé, ma il nostro modo di rapportarci alle persone, alle istituzioni e a noi stessi.
Quando ci viene insegnata una regola, implicitamente (o più raramente in modo esplicito) ci viene anche fornita la spiegazione del perché questa regola esiste.
Tale spiegazione implicita può essere centrata sull’oggettività oppure sulla soggettività. Le regole oggettive sono quelle che valgono perché sono giuste in se stesse, quelle soggettive invece valgono perché dipendono dalla volontà o dalla sensibilità di qualcuno.
Nella regola soggettiva il centro dell’attenzione non sta nella regola, ma nella persona da cui discende questa regola (es. “si fa così perché io voglio così” “non si urla altrimenti tuo fratellino si sveglia”).
Nella regola oggettiva il centro invece è nella regola stessa, e colui che annuncia la regola generalmente deve sottostarvi come colui che la apprende al momento, anche nel caso la regola dica che colui che la annuncia dovrà essere il portavoce della regola (es. “si fa così perché è giusto così” “io sono il capo perché così dev’essere secondo legge di natura”).
A seconda del tipo di regola, soggettiva od oggettiva, che si è appresa come forma generale delle regole (da bambini), si svilupperanno comportamenti diversi:
-regola soggettiva: "l'individuo soggettivo" generalmente non rispetta molto le regole. Inoltre l’individuo soggettivo non può fare a meno di vivere in un sistema di regole determinato dall’alto (es. istituzioni), al quale sentirà di doversi ribellare e trasgredirne continuamente i limiti. L’individuo soggettivo mette se stesso al centro del proprio mondo. All’interno di uno stesso contesto perciò l’individuo soggettivo tenderà ad assumere comportamenti molto diversi fra di loro nel corso del tempo, mostrando al contempo una totale indipendenza di comportamento dai sistemi di regole entro i quali si troverà ad agire e pertanto un carattere ben definito e riconoscibile in qualsiasi contesto. Tale tipo di individuo mostrerà evidenti tendenze all’isolamento, impossibile ad attuarsi data la propria dipendenza dal contesto, ed una grande sensibilità per gli altrui sentimenti. La sensibilità contraddistingue l'individuo soggettivo.
-regola oggettiva: le regole sono sempre rispettate “dall’individuo oggettivo”, che non muterà mai il suo comportamento all’interno di uno stesso contesto, mutandolo però di parecchio al cambiare del contesto. Dotato di ampia autocoscienza, l’individuo oggettivo sarà in grado di formulare regole valide non solo per se stesso (alle quali sarà in grado di sottostare nel tempo), ma anche per gli altri. Ciò ne fa un individuo capace di vivere in solitudine, che comunque non ricercherà assolutamente, essendo in costante tensione verso l’esterno. L’individuo oggettivo è capace di compiere azioni lontane dal senso comune in quanto aderenti a un set di regole accettato dall’individuo stesso (es. delitti ideologici o dovuti alla semplice applicazione della regola, scoperte derivanti da ricerche approfondite che hanno richiesto abnegazione del sé). La razionalità contraddistingue l'individuo oggettivo.
Ogni sistema di regole ha al suo interno regole oggettive e regole soggettive, così mediamente gli individui non sono totalmente “soggettivi od “oggettivi”, ma certamente si potrà identificare in loro una tendenza verso uno dei due tipi.
Lo stesso metodo di insegnamento delle regole può presentare delle compresenze e delle sembianze plurime. Ad esempio, in un sistema di regole, la regola soggettiva può anche essere solo una patina superficiale che ne nasconde una oggettiva (es. il padre che finge di essere arrabbiato per incutere timore col fine di far interiorizzare ai figli la regola generale che non si devono insultare le persone per strada). Ma anche il contrario è possibile (es. la madre che dice ai figli che si deve andare a dormire resto perchè è lei ad essere stanca, oppure che dice che non bisogna entrare con le scarpe in casa perché in fondo è lei cui tocca pulire).
Domanda: su quale tipo di regole bisogna oggi insistere?
Ivan
Il modo in cui ci vengono insegnate le regole influenza non solo il nostro modo di vivere le regole in sé, ma il nostro modo di rapportarci alle persone, alle istituzioni e a noi stessi.
Quando ci viene insegnata una regola, implicitamente (o più raramente in modo esplicito) ci viene anche fornita la spiegazione del perché questa regola esiste.
Tale spiegazione implicita può essere centrata sull’oggettività oppure sulla soggettività. Le regole oggettive sono quelle che valgono perché sono giuste in se stesse, quelle soggettive invece valgono perché dipendono dalla volontà o dalla sensibilità di qualcuno.
Nella regola soggettiva il centro dell’attenzione non sta nella regola, ma nella persona da cui discende questa regola (es. “si fa così perché io voglio così” “non si urla altrimenti tuo fratellino si sveglia”).
Nella regola oggettiva il centro invece è nella regola stessa, e colui che annuncia la regola generalmente deve sottostarvi come colui che la apprende al momento, anche nel caso la regola dica che colui che la annuncia dovrà essere il portavoce della regola (es. “si fa così perché è giusto così” “io sono il capo perché così dev’essere secondo legge di natura”).
A seconda del tipo di regola, soggettiva od oggettiva, che si è appresa come forma generale delle regole (da bambini), si svilupperanno comportamenti diversi:
-regola soggettiva: "l'individuo soggettivo" generalmente non rispetta molto le regole. Inoltre l’individuo soggettivo non può fare a meno di vivere in un sistema di regole determinato dall’alto (es. istituzioni), al quale sentirà di doversi ribellare e trasgredirne continuamente i limiti. L’individuo soggettivo mette se stesso al centro del proprio mondo. All’interno di uno stesso contesto perciò l’individuo soggettivo tenderà ad assumere comportamenti molto diversi fra di loro nel corso del tempo, mostrando al contempo una totale indipendenza di comportamento dai sistemi di regole entro i quali si troverà ad agire e pertanto un carattere ben definito e riconoscibile in qualsiasi contesto. Tale tipo di individuo mostrerà evidenti tendenze all’isolamento, impossibile ad attuarsi data la propria dipendenza dal contesto, ed una grande sensibilità per gli altrui sentimenti. La sensibilità contraddistingue l'individuo soggettivo.
-regola oggettiva: le regole sono sempre rispettate “dall’individuo oggettivo”, che non muterà mai il suo comportamento all’interno di uno stesso contesto, mutandolo però di parecchio al cambiare del contesto. Dotato di ampia autocoscienza, l’individuo oggettivo sarà in grado di formulare regole valide non solo per se stesso (alle quali sarà in grado di sottostare nel tempo), ma anche per gli altri. Ciò ne fa un individuo capace di vivere in solitudine, che comunque non ricercherà assolutamente, essendo in costante tensione verso l’esterno. L’individuo oggettivo è capace di compiere azioni lontane dal senso comune in quanto aderenti a un set di regole accettato dall’individuo stesso (es. delitti ideologici o dovuti alla semplice applicazione della regola, scoperte derivanti da ricerche approfondite che hanno richiesto abnegazione del sé). La razionalità contraddistingue l'individuo oggettivo.
Ogni sistema di regole ha al suo interno regole oggettive e regole soggettive, così mediamente gli individui non sono totalmente “soggettivi od “oggettivi”, ma certamente si potrà identificare in loro una tendenza verso uno dei due tipi.
Lo stesso metodo di insegnamento delle regole può presentare delle compresenze e delle sembianze plurime. Ad esempio, in un sistema di regole, la regola soggettiva può anche essere solo una patina superficiale che ne nasconde una oggettiva (es. il padre che finge di essere arrabbiato per incutere timore col fine di far interiorizzare ai figli la regola generale che non si devono insultare le persone per strada). Ma anche il contrario è possibile (es. la madre che dice ai figli che si deve andare a dormire resto perchè è lei ad essere stanca, oppure che dice che non bisogna entrare con le scarpe in casa perché in fondo è lei cui tocca pulire).
Domanda: su quale tipo di regole bisogna oggi insistere?
Ivan

0 Commenti:
Posta un commento
<< Home